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Questa Cmap, creata con IHMC CmapTools, contiene informazioni relative a: X Agosto, San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! metrica -Sei quartine di endecasillabi -Rima alternata, FIGURE RETORICHE v.3 perché si gran pianto v.23 d'un pianto di stelle v.24 quest'atomo opaco del Male Metafora, FIGURE RETORICHE v.9 come in croce similitudine, FIGURE RETORICHE v.5 al tetto SINEDDOCHE (consiste nella sostituzione tra due termini in relazione tra di loro: parte per il tutto), San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! La dimensione religiosa X Agosto è uno dei testi che meglio rappresentano il tema del "nido" familiare distrutto e la conseguente infelicità che ne deriva al poeta. L'uccisione del padre Ruggero è l'evento traumatico che segnò per sempre la vita di Pascoli; esso viene rievocato in questa lirica pubblicata proprio nel giorno dell'anniversario. La tragedia personale del poeta si allarga ad una dimensione universale nel parallelismo tra la morte del padre innocente e quella di Cristo, cui alludono l'immagine della rondine "come in croce" (v.9) e le parole pronunciate da Ruggero morente, "perdono" (v.14), X AGOSTO sezione Elegie, FIGURE RETORICHE vv.9-17 anafora, FIGURE RETORICHE v.15 restò negli occhi aperti un grido SINESTESIA (associazione tra due parole afferenti a diverse sfere sensoriali), FIGURE RETORICHE v.5 Ritonava una rondine al tetto Inversione/anastrofe, -Il dramma del vivere -Il male universale l'universalità del male La lirica presenta la dimensione cosmica nella quale Pascoli sentiva collocata la Terra: unica sede del Male per la malvagià dei suoi abitanti. Ecco la spiegazione che Pascoli dà del "pianto di stelle": il cielo piange per il Male del mondo; anche il Cielo lontano partecipa con il suo pianto al dolore di coloro che soffrono., X AGOSTO fa parte di Myricae, -parallelismo fra l'uccisione della rondine e l'assassinio del padre -il mito del "nido" il nido il motivo centrale della lirica è la malvagità umana di cui sono vittime, per interesse o per crudeltà, un uomo e una rondine. Queste due creature innocenti, accomunate dalla morte, diventano nella poesia il simbolo dell'ingiustizia e del Male che regnano sulla Terra, detto "atomo opaco" nell'immensità dell'universo. Lo scambio la rondine ritorna al "tetto" e un uomo torna al suo "nido" serve al poeta per rendere più forte l'analogia tra le due tragedie. Forte è la presenza nella poesia il tema del "nido", simbolo di legami affettivi profondi e di sicuro rifugio dal male., X AGOSTO testo San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male!, San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! parafrasi San Lorenzo, io so perché un numero così grande di stelle brilla e cade attraverso l’aria tranquilla, perché un pianto così grande risplende nella volta del cielo. Una rondine stava ritornando al suo nido: fu uccisa: cadde tra i rovi; aveva nel becco un insetto: la cena per i suoi figlioletti. Ora è là, come se fosse in croce, che tende quel verme verso quel cielo lontano; e i suoi piccoli sono nell’oscurità ad aspettarla, pigolando sempre più piano. Anche un uomo stava tornando a casa: fu ucciso: disse: “Vi perdono”; e nei suoi occhi sbarrati restò soffocato un grido: portava in regalo due bambole. Ora là, nella casa solitaria, lo aspettano, lo aspettano inutilmente: lui immobile, sbigottito mostra le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, infinito, eterno, dall’alto dei mondi sereni, inondi di un pianto di stelle questo corpuscolo senza luce caratterizzato solo dal male, si ispira a un verso della IV Egloga di Virgilio ???? "Non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici (myricae)", FIGURE RETORICHE vv.18 lo aspettano, aspettano invano EPIZEUSI, FIGURE RETORICHE vv. 11-12 il suo nido che pigola v.13 al suo nido METONIMIA (contenente per il contenuto), San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché si gran pianto nel concavo cielo sfavilla. Ritornava una rondine al tetto: l'uccisero: cadde tra i spini; ella aveva nel becco un insetto: la cena dei suoi rondinini. Ora è là, come in croce, che tende quel verme a quel cielo lontano; e il suo nido è nell'ombra, che attende, che pigola sempre più piano. Anche un uomo tornava al suo nido: l'uccisero: disse: Perdono; e restò negli aperti occhi un grido: portava due bambole in dono... Ora là, nella casa romita, lo aspettano, aspettano in vano: egli immobile, attonito, addita le bambole al cielo lontano. E tu, Cielo, dall'alto dei mondi sereni, infinito, immortale, oh! d'un pianto di stelle lo inondi quest'atomo opaco del Male! Pensiero e poetica -Il dramma del vivere -Il male universale, Myricae titolo si ispira a un verso della IV Egloga di Virgilio, Myricae opera -15 sezioni -aperta con dedica al padre