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Questa Cmap, creata con IHMC CmapTools, contiene informazioni relative a: Pianto antico, L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior, nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora, e giugno lo ristora di luce e di calor. Tu fior de la mia pianta percossa e inaridita, tu de l’inutil vita estremo unico fior, sei ne la terra fredda, sei ne la terra negra né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor. PARAFRASI Quell’albero verso cui tu allungavi la tua piccola mano, il melograno verde e rigoglioso dai bei fiori rossi, nel solitario e silenzioso giardino tutto è da poco rifiorito, nel mese di giugno che lo nutre luce e con calore. Tu,figlio, fiore della mia pianta tormentata e ormai inaridita, tu, ultimo e unico fiore della mia inutile vita ora sei sepolto nella terra fredda, sei sepolto nella terra nera, e il sole non può renderti più felice, così come il mio amore non può più svegliarti., L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior, nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora, e giugno lo ristora di luce e di calor. Tu fior de la mia pianta percossa e inaridita, tu de l’inutil vita estremo unico fior, sei ne la terra fredda, sei ne la terra negra né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor. FIGURE RETORICHE ALLITTERAZIONE: "fior”, “orto”, “or ora”, “ristora”, “calor”, “amor” ANASTROFE/INVERSIONE: “Tu” al v. 9 e il verbo “sei”, al v. 13 ANTITESI: “verde melograno” vs “pianta percossa e inaridita” (vv. 3 e 10) e “di luce e di calor” vs “terra fredda, [...] terra negra” (vv. 8 e 13-14) ANAFORA: nei versi finali: “tu” (vv. 9 e 11), “sei” (vv. 13-14) e “né” (vv. 15-16) ENJAMBEMENTS: primo verso ("l’albero a cui tendevi / la pargoletta mano") v.9("Tu fior de la mia pianta/percossa e inaridita") METAFORA:figlio come fiore e padre come pianta CHIASMO: vv.9-12/ vv.10-11, L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior, nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora, e giugno lo ristora di luce e di calor. Tu fior de la mia pianta percossa e inaridita, tu de l’inutil vita estremo unico fior, sei ne la terra fredda, sei ne la terra negra né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor. METRICA quattro quartine di settenari, così composte: il primo verso è piano, secondo e terzo verso sono piani e rimano tra loro (rima baciata), il quarto verso è tronco., PIANTO ANTICO dalla raccolta Rime nuove, L’albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da’ bei vermigli fior, nel muto orto solingo rinverdì tutto or ora, e giugno lo ristora di luce e di calor. Tu fior de la mia pianta percossa e inaridita, tu de l’inutil vita estremo unico fior, sei ne la terra fredda, sei ne la terra negra né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor. COMMENTO Pianto antico è un componimento inserito nelle Rime nuove. È una delle poesie più famose dell’autore, scritta in memoria del figlioletto Dante, morto a soli tre anni. L’analisi di Pianto antico di Carducci può cominciare già a partire dal titolo, che comprende la parola antico: con questo aggettivo l’autore rimanda a un dolore che ha sempre colpito l’uomo, quello della morte dei giovani, incomprensibile per la logica umana. Nella poesia si nota sin dall’inizio la fortissima opposizione tra vita e morte, data dall’antitesi che Carducci crea tra immagini vitali e luminose, nelle prime due strofe, e quelle scure e morenti nelle ultime due strofe. L’immagine della morte pervade l'intero componimento poiché già nelle prime strofe (quelle che sono della vita) c’ è come un anticipo di ciò che sarà nelle ultime (quelle della morte): il melograno (v. 3) che, seppur fiorito, nella mitologia classica era la pianta sacra di Persefone, la dea degli Inferi, così comel’orto solitario ("muto orto solingo" v. 5). A primo impatto la tematica della poesia di Carducci ha solo una componente autobiografica, ma non è così: emerge una contrapposizione generica tra la morte di ogni uomo, che è inevitabile, e il ripetersi continuo e ciclico della natura.